
Lo Yoga è una disciplina vastissima. Il termine raccoglie una grande varietà di pratiche volte a un’evoluzione del praticante. Al suo interno si trovano codici di comportamento morali, tecniche di respirazione, di meditazione e sì, anche le posizioni di stretching, , chiamate Asana, che più facilmente ci ricollegano alla parola Yoga. Le posizioni fisiche che assumiamo differiscono da una ginnastica, perché si dovrebbero attivare tutti i passaggi di cui sopra.
Anche questa disciplina si occupa in ultima analisi dello sviluppo dell’Energia, chiamata Prana nel mondo indiano, soprattutto attraverso la coltivazione del respiro, il Pranayama. L’obiettivo è quello di pervadere, con consapevolezza, il piano fisico di questa profonda Energia.
Yoga con persone con disabilità
Tra i vari contesti di applicazione in cui insegno Yoga, ho la fortuna di essere stato scelto per dei percorsi nei Centri Diurni per Disabili. Portare i principi di questa disciplina in questi incontri, mi ha permesso di comprendere che la pratica dello Yoga non si limita alla possibilità di toccarsi la punta dei piedi, deve essere di più. Lo scopro di settimana in settimana, dovendo preparare le lezioni per allieve e allievi con disabilità, anche gravi.
I miei interventi sono spinti in modo spontaneo verso piani profondi, dove si crea una connessione che supera le difficoltà comunicative e cognitive. Nasce così un dialogo – difficile da esprimere a parole – fatto di rilasci muscolari e movimenti nuovi, aprendo il corpo a mobilità inaspettate.